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La nuova collaborazione con l’architetto Servino arricchisce la fucina creativa di Urbo.

 

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Urbo, giovane e dinamica azienda veneta leader nel settore dell’Urban Furniture, nasce nel 2011 con il desiderio di vestire la città in modo innovativo e moderno. Un design minimal, funzionale e materico. Un intero universo che ha il suo nucleo nell’uso del ferro e si arricchisce di nobili contaminazioni. Legno e pietra, come materiali satellite, completano e armonizzano un concept creativo futuribile.

L’attenzione ai materiali, infatti, è stata n da sempre al centro della strategia di Urbo, in accordo con le più moderne tematiche di ecosostenibilità e tutela dell’ambiente. Le creazioni Urbo sono frutto di importanti collaborazioni con architetti e paesaggisti con i quali sono nati grandi progetti.

Oggi Urbo vuole ampliare i propri orizzonti inserendo al proprio interno un laboratorio di ricerca. Questo sarà possibile grazie alla nuova preziosa collaborazione con Beniamino Servino.

Servino opera prevalentemente nell’ambito della progettazione architettonica e urbana, elaborando teorie sulla dimensione monumentale dell’architettura per una “città-territorio post-ecologista della sovrapposizione” e “Estetica della Miseria Dignitosa”.
Invitato a diverse edizioni della Biennale di Architettura di Venezia, nel 2002, ha presentato un micro-edificio di legno truciolare, prototipo sperimentale di alloggio minimo, nel 2008, un monumento residenziale estensibile nel paesaggio (Obus incertum), nel 2010, una macchina urbana (L’Osservatorio veneziano) sulla versatilità d’uso degli archetipi, nel 2014, varie elaborazioni gra che sul tema degli innesti in architettura.

Per la Casa a Pozzovetere [Caserta] ha ricevuto l’International Award Architecture in Stone 2007, il Premio di architettura Arch&stone’08: architetture in pietra del nuovo millennio, e The Special Honour del German Natural Stone Award 2011. Diverse le sue pubblicazioni, tra cui La città eccentrica (La Nuova Arnica, 1999) sul rapporto fra centro e periferia nella città-territorio, Elementare-Superficiale (Skira, 2008), una retrospettiva sulla sua produzione attraverso i filtri di modello, forma e linguaggio, Architectura Simplex (Letteraventidue, 2012), una guida al progetto di architettura, Monumental Need (Letteraventidue, 2012), sulla città e sulla “non-ancora-città”, sul paesaggio lasciato al suo destino e su come il monumento popolare potrà ricostruire un nuovo equilibrio, Obvius (Letteraventidue, 2014), una teoria dell’architettura sotto forma di diario.

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